È irrilevante, infatti, che l’indennità possa essere monetizzata solo alla cessazione del rapporto di lavoro. Il periodo di ferie previsto annuali previsto per tutti i lavoratori dalla normativa e quantificato dal codice civile in quattro settimane, non può essere sostituito da alcuna indennità, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro. Il diritto ai riposi settimanali e alle ferie è sancito dall’art. 267 TFUE: se l’art. Ferie non godute: cosa sono Le ferie rappresentano un diritto irrinunciabile sancito dall’articolo 36 della Costituzione Italiana. Tenuto conto del fatto che in merito alla assoggettabilità ad imposizione contributiva dell’indennità in esame si è già statuito (Cass. Ferie non godute per malattia, sono monetizzabili: il Tar Sardegna con la sentenza n. 211/2019 si pronuncia in maniera incisiva sulla materia. 31 punto 2 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, anche separatamente considerati, debbano essere interpretati nel senso che ostino a disposizioni o prassi nazionali in base alle quali, cessato il rapporto di lavoro, il diritto al pagamento di una indennità pecuniaria per le ferie maturate e non godute (e per un istituto giuridico quale le cd. Corte giustizia UE sez. III, 20/05/2013, n.2699. Ferie non godute? L’art. Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato. Tribunale Trani sez. Leggi le ultime sentenze su: indennità per ferie e festività non godute; divieto di monetizzazione delle ferie non godute; cessazione del rapporto di lavoro è riconducibile ad una scelta o ad un comportamento del lavoratore o ad eventi che consentono di pianificare per tempo la fruizione delle ferie; indennità sostitutiva di ferie non godute; inclusione nella retribuzione imponibile a fini previdenziali ed assistenziali; assoggettamento a contribuzione. L’indennità per ferie non godute è soggetta a contribuzione anche prima della cessazione del rapporto (Cass. Le ferie maturate e non godute per esigenze di servizio sono monetizzabili solo all’atto della cessazione del rapporto di lavoro, nei limiti delle vigenti norme di … Solo in sede di cessazione del rapporto di lavoro le ferie residue vengono compensate da una indennità sostitutiva … Tribunale Roma sez. Cassazione civile sez. 2126 c.c. Possono fare, però, eccezione, ad esempio, le chiusure aziendali di agosto o quelle del periodo natalizio, ma in questo caso il periodo per godere delle ore di ferie residue può deciderlo il dipendente. 01/02/2018 n. 2496). T.A.R. Il relativo termine di prescrizione è decennale poiché diversamente si perverrebbe alla conclusione che la tutela del bene della vita alla quale l’indennità sostitutiva delle ferie è principalmente finalizzata, cioè il ristoro delle energie psico-fisiche, subirebbe in sede di esercizio dell’azione risarcitoria un’inevitabile limitazione. lav., 10/01/2019, n.451. La restitutio in integrum nella situazione antecedente all’illegittima interruzione è poi da considerarsi limitata agli emolumenti derivanti da prestazioni ordinarie di lavoro aventi natura di indennità fissa, obbligatoria e continuativa, restando esclusa ogni competenza accessoria che presuppone l’effettività della prestazione di lavoro. lav., 20/09/2018, n.3231. Le stesse considerazioni valgono per l’indennità sostitutiva dei permessi non goduti (tanto per i permessi sostituivi delle festività soppresse, quanto per i ROL), con conseguente riconoscimento della loro duplice natura e, per quel che qui interessa, della rilevanza ai fini prescrizionali di quella risarcitoria. Al fine di escludere il diritto del lavoratore all’indennità sostitutiva per le ferie non godute è necessario che il datore di lavoro dimostri di avere offerto un adeguato tempo per il godimento delle ferie, di cui il lavoratore non abbia usufruito, venendo ad incorrere, così, nella “mora del creditore” (cfr. In questi casi, quindi, non essendo più possibile che il lavoratore usufruisca delle ferie non godute, il datore di lavoro è obbligato a compensare il lavoratore retribuendolo dei giorni mancanti. L’indennità sostitutiva delle ferie non godute ha natura retributiva, in quanto rappresenta la corresponsione, a norma degli artt. La sola ipotesi di esclusione del diritto del lavoratore alla fruizione dell’indennità sostitutiva per le ferie non godute si ha quando il datore fornisca in giudizio la prova di aver offerto un adeguato lasso di tempo per il godimento delle ferie, di cui il lavoratore non abbia usufruito, incorrendo così nella mora credendi. Il Legislatore, comprimendo un eventuale atto volontario di rinuncia ritenuto iniquo, ha offerto al lavoratore un diritto indisponibile circa le 4 settimane di ferie minime, previste ex lege (D.Lgs. Normativa, esempi di calcolo delle ferie per colf e badanti nel contratto di lavoro domestico aggiornato al 2018 1) IL CALCOLO DEI GIORNI DI FERIE … 10, D.LGS. Corte giustizia Unione Europea, sez. 36 Cost., il diritto al compenso sostitutivo delle ferie non godute dal dipendente pubblico, nel caso in cui risulti accertato che ciò non sia stato determinato dalla volontà del lavoratore e non sia a lui comunque imputabile, discende direttamente proprio dal mancato godimento delle ferie, anche in mancanza di una norma espressa che preveda la relativa indennità. In conclusione, tale circostanza si applica al principio generale del sistema previdenziale secondo cui, in caso di cessazione del rapporto lavorativo, il dipendente non può più beneficiare delle ferie maturate. L’articolo 7, paragrafo 2, della direttiva 2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, deve essere interpretato nel senso che: esso osta a una normativa nazionale, come quella di cui al procedimento principale, che priva del diritto all’indennità finanziaria per ferie annuali retribuite non godute il lavoratore il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito della sua domanda di pensionamento e che non sia stato in grado di usufruire di tutte le ferie prima della fine di tale rapporto di lavoro; un lavoratore ha diritto, al momento del pensionamento, all’indennità finanziaria per ferie annuali retribuite non godute per il fatto di non aver esercitato le sue funzioni per malattia; un lavoratore il cui rapporto di lavoro sia cessato e che, in forza di un accordo concluso con il suo datore di lavoro, pur continuando a percepire il proprio stipendio, fosse tenuto a non presentarsi sul posto di lavoro per un periodo determinato antecedente il suo pensionamento non ha diritto all’indennità finanziaria per ferie annuali retribuite non godute durante tale periodo, salvo che egli non abbia potuto usufruire di tali ferie a causa di una malattia; spetta, da un lato, agli Stati membri decidere se concedere ai lavoratori ferie retribuite supplementari che si sommano alle ferie annuali retribuite minime di quattro settimane previste dall’articolo 7 della direttiva 2003/88. 12, costituendo essa comunque un’attribuzione patrimoniale riconosciuta a favore del lavoratore in dipendenza del rapporto di lavoro e non essendo ricompresa nella elencazione tassativa delle erogazioni escluse dalla contribuzione. n. 66/2003, il relativo importo costituisce base contributiva imponibile anche se il rapporto di lavoro non è ancora cessato. Il fatto costitutivo del diritto alla indennità sostitutiva di ferie non godute azionato dal lavoratore deve essere da questi provato e, più precisamente, sotto l’aspetto positivo dell’avvenuta prestazione di attività lavorativa nel periodo che avrebbe dovuto, invece, essere di riposo. n. 66/2003, il relativo importo costituisce base contributiva imponibile anche se il rapporto di lavoro non è ancora cessato. L’indennità sostitutiva delle ferie non fruite ha natura mista, avendo non solo carattere risarcitorio, in quanto volta a compensare il danno derivante dalla perdita di un bene determinato (il riposo, con recupero delle energie psicofisiche, la possibilità di meglio dedicarsi a relazioni familiari e sociali), ma anche retributivo, in quanto è connessa al sinallagma contrattuale e costituisce il corrispettivo dell’attività lavorativa resa in periodo che, pur essendo di per sé retribuito, avrebbe dovuto essere non lavorato, in quanto destinato al godimento delle ferie annuali: ai fini della verifica della prescrizione è necessario che il diritto che l’indennità in esame tende a soddisfare possa essere esercitato in maniera ampia, per cui non può che considerarsi prevalente, a tale scopo, la natura risarcitoria della stessa, per la quale è prevista la durata ordinaria decennale della prescrizione. No. Angelo Greco e iscritta presso il Tribunale di Cosenza, N.G.R 243/2016 - N.R. 31, par. Pertanto, il datore di lavoro deve versare i contributi Inps sulle ferie non godute, seppure il rapporto di lavoro risulti ancora in corso. Secondo la legge sull’orario di lavoro, la durata minima delle ferie è di quattro settimane all’anno così suddivise: due settimane godute in maniera consecutiva e le restanti due utilizzate entro i 18 mesi successivi. 7 della direttiva 2003/88/Ce deve essere interpretato nel senso che osta a disposizioni o a prassi nazionali secondo le quali un lavoratore non può riportare e, se del caso, cumulare, fino al momento in cui il suo rapporto di lavoro termina, i diritti alle ferie annuali retribuite non godute nell’arco di più periodi di riferimento consecutivi, a causa del rifiuto del datore di lavoro di retribuirle. Per la Cassazione, invece, quando il rapporto di lavoro è concluso e, quindi, il lavoratore non può godere in altro modo delle ferie maturate, il datore è obbligato a pagare una indennità per le ferie non godute. Il dipendente pubblico che si assenta per causa di malattia, non potendo per ciò fruire del periodo di ferie annuali, ha diritto, al momento della cessazione del rapporto di lavoro, alla percezione dell’indennità per ferie non godute (nella specie, la Corte ha dedotto la conseguente illegittimità, per contrasto con norme imperative, delle disposizioni del c.c.n.l. V, 03/05/2012, n.337, Email (obbligatoria se vuoi ricevere le notifiche), Notificami quando viene aggiunto un nuovo commento. 2948 n. 4 c.c., al pari di tutti i diritti patrimoniali derivanti dal rapporto di pubblico impiego. | © Riproduzione riservata lav., 21/04/2020, n.7976. Perugia, (Umbria) sez. Sentenza Corte di Cassazione Sezione Civile, Lavoro, 10 gennaio 2019, n. 451. I, 12/06/2014, n.118. 2017). Le ferie non godute, quindi, sono quelle di cui si ritarda il godimento all'anno successivo o di cui si chiede la monetizzazione in caso di interruzione del rapporto di lavoro. Pertanto, è onere del lavoratore, che domandi il pagamento di tali importi, provare la sussistenza dei suddetti presupposti. L’indennità sostitutiva delle ferie non godute ha dunque natura mista, sia risarcitoria sia retributiva, e si prescrive non nel termine quinquennale previsto ex art 2948 cc, in forza di un'indennità spettante per la cessazione del rapporto I motivi della cessazione del rapporto possono essere vari: dimissioni del dipendente, Corte appello Roma sez. n. 11262 del 10.5.2010) che “L’indennità sostitutiva di ferie non godute è assoggettabile a Occorre sottoporre alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea la seguente questione pregiudiziale ai sensi dell’art. T.A.R. I giudici della Corte di Cassazione spiegano che, nel caso di cessazione del rapporto di lavoro, il lavoratore non ha più la possibilità di fruire delle ferie maturate, e, quindi, si consolida il principio secondo il quale l’indennità sostitutiva delle ferie non godute è assoggettabile alla contribuzione INPS. Ciò perché le ferie sono state maturate ma il lavoratore, per via del collocamento in pensione, non è stato in grado di usufruirne in misura piena prima della fine del rapporto, con la precisazione che non può riversarsi sull’interessato l’onere di chiedere la postergazione del già decretato stato di quiescenza. VI, 09/03/2017, n.6115. Roma, (Lazio) sez. Pertanto i lavoratori, sia pubblici sia privati, che intenzionalmente decidessero di rinunciare al godimento di ferie residue, conservandole in maniera “scorretta” in vista della fine del rapporto lavorativo, potranno ricevere il rifiuto alla loro monetizzazione. Se, invece, il datore di lavoro è in grado di assolvere l’onere probatorio e risulti che il lavoratore si è deliberatamente astenuto dal fruire delle ferie annuali retribuite dopo essere stato posto in condizione di esercitare in modo effettivo il suo diritto, l’art. lav., 28/06/2018, n.1360. Viceversa, la natura retributiva dell’indennità assume rilievo allorquando debba valutarsene l’incidenza sul trattamento di fine rapporto o su ogni altro aspetto di natura esclusivamente retributiva, come ad esempio il calcolo degli accessori di legge o sul trattamento contributivo. 7 della direttiva 2003/88/Ce del parlamento europeo e del consiglio, del 4 novembre 2003, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, e l’art. 1. Cassazione civile sez. Nel caso in cui il rapporto di lavoro sia cessato a causa della domanda di pensionamento, al lavoratore spetta la relativa indennità per ferie annuali non godute. Stampa 1/2016. Napoli, (Campania) sez. Il pagamento dei permessi non goduti entro il 30 giugno avviene secondo il livello di retribuzione previsto … In tema di pubblico impiego non privatizzato, il termine di prescrizione per chiedere il pagamento dell’indennità sostitutiva delle ferie non godute, a cui si aggiunge anche l’indennità sostitutiva dei riposi settimanali non goduti, è quello ordinario decennale, perché il diritto rivendicato, essendo direttamente correlato a un inadempimento contrattuale del datore di lavoro, ha natura squisitamente risarcitoria. In conformità all’articolo 7, paragrafo 2, della direttiva 2003/88, un lavoratore che non sia stato posto in grado di usufruire di tutte le ferie prima della cessazione del suo rapporto di lavoro, ha diritto a un’indennità finanziaria per le ferie annuali retribuite non godute, essendo del tutto irrilevante il motivo per cui il rapporto di lavoro si sia risolto; ne deriva la sussistenza di tale diritto anche allorquando il rapporto di lavoro sia cessato per colpa del lavoratore. Al fine di escludere il diritto del lavoratore all’indennità sostitutiva per le ferie non godute è necessario che il datore di lavoro dimostri di avere offerto un adeguato tempo per il godimento delle ferie, di cui il lavoratore non abbia usufruito, venendo ad incorrere, così, nella “mora del creditore” (cfr. Le ferie sono un diritto irrinunciabile e il datore di lavoro ha l'obbligo di garantirle, ma il lavoratore che non le utilizza per scelta perde il diritto: la sentenza. Sarà il datore di lavoro a fornire la prova del relativo pagamento. T.A.R. Non le può smaltire, perché gli manca il tempo necessario: il pagamento delle ferie non godute gli è Il trattamento di fine rapporto, la 13esima maturata e le ferie non godute dovrebbero essere pagate insieme all'ultima mensilità e quindi entro il normale giorno di paga del mese successivo alla cessazione con un unico cedolino, normalmente il 10 o il 15 del mese. Il dubbio deriva dai limiti imposti dall’articolo 2109 del Codice Civile, il quale stabilisce la fruizione delle 4 settimane di ferie minime nelle seguenti modalità: In tale ipotesi, gli Stati membri possono prevedere di concedere a un lavoratore che, a causa di una malattia, non abbia potuto usufruire di tutte le ferie annuali retribuite supplementari prima della fine del suo rapporto di lavoro, un diritto all’indennità finanziaria corrispondente a tale periodo supplementare. lav., 01/07/2019, n.2510. "La Legge per Tutti" è una testata giornalistica fondata dall'avv. In caso di ferie non godute, l'indennità sostitutiva è soggetta a contribuzione decorsi 18 mesi dalla maturazione anche senza cessazione del rapporto di lavoro. Tribunale Crotone sez. Guida alle ferie aziendali 2948 c.c.) Massima. Le ferie costituiscono un diritto indisponibile del lavoratore e per questo non è consentito rinunciarvi, neppure dietro il riconoscimento, salvo casi eccezionali, di un compenso in denaro come alternativa al relativo godimento. | Codice Univoco: M5UXCR1 | IBAN: IT 07 G 02008 16202 000102945845 - Swift UNCRITM1590, Supporto legale 100% online per avviare e gestire la tua attività, Questo sito contribuisce alla audience di, Richiedi una consulenza ai nostri professionisti. Il compenso per ferie non godute è dovuto, anche a prescindere dall’insussistenza di un’espressa previsione normativa, in forza del carattere indisponibile del diritto al riposo, da cui discende l’obbligo dell’amministrazione di remunerare le prestazioni lavorative rese dal dipendente nel periodo in cui lo stesso sarebbe dovuto essere assente dal servizio. Leggi anche “Ferie non godute: obbligo di pagamento dei contributi Inps. Tribunale Milano sez. lav., 28/12/2018, n.220. L’indennità per le ferie non godute viene erogata solo a fronte di una cessazione del rapporto di lavoro in cui il lavoratore non abbia usufruito di tutte le ferie maturate. 12 della l. n. 153 del 1969, sia perché, essendo in rapporto di corrispettività con le prestazioni lavorative effettuate nel periodo di tempo che avrebbe dovuto essere dedicato al riposo, ha carattere retributivo e gode della garanzia prestata dall’art. Il beneficio di una tale indennità non può dipendere da una previa domanda dell’interessato (fattispecie relativa all’azione promossa da una cittadina tedesca, moglie ed erede universale di un lavoratore, avverso il mancato riconoscimento delle indennità di ferie non godute dal marito che si era assentato dal lavoro per gravi motivi di salute). Un dipendente può terminare il proprio rapporto di lavoro e avere delle ferie accumulate. Detto ciò possiamo affermare che le ferie sono un diritto irrinunciabile e, pertanto, devono essere godute e non possono essere sostituite da una indennità finanziaria (cioè monetizzate), fatta eccezione per i periodi di ferie eccedenti il minimo legale di quattro settimane (quando previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro) o in caso di cessazione del rapporto di lavoro. L’indennità per ferie e festività non godute corrisposta alla cessazione del rapporto di lavoro ha natura retributiva, non occasionale. Ma secondo il Tribunale di Modena, ispiratosi a una sopravvenuta sentenza della Corte di Cassazione (Cass. mora del creditore). I, 25/06/2020, n.762. È irrilevante, infatti, che l’indennità possa essere monetizzata solo alla cessazione del rapporto di lavoro. 66/2003). T.A.R. Si tratta di un importo corrisposto in relazione a un rapporto di lavoro subordinato, senza necessità di provare una specifica voce di danno. Infatti queste stabiliscono che se il datore di lavoro dimostra di aver messo il dipendente nelle condizioni di fruire delle ferie residue per un tempo adeguato e quest’ultimo deliberatamente e consapevolmente ha deciso di non goderle, il datore di lavoro può astenersi dal corrispondere l’indennità sostitutiva per ferie non godute. Possono fare, però, eccezione, ad esempio, le chiusure aziendali di agosto o quelle del periodo natalizio, ma in questo caso il periodo per godere delle ore di ferie residue può deciderlo il dipendente. “ L ‘art. La questione di cui si è occupata la Suprema Corte attiene alla assoggettabilità a contribuzione previdenziale dell’importo corrispondente alla indennità per ferie non godute dal lavoratore, anche se non corrisposta, allorché siano decorsi i diciotto mesi successivi al momento di maturazione delle dette ferie ed il rapporto di lavoro non sia cessato. Corte giustizia UE sez. 7 par. La prescrizione del diritto del pubblico dipendente all’indennità sostitutiva delle ferie non godute è decennale, trattandosi di un credito che non ha natura retributiva, ma risarcitoria del disagio subito dal lavoratore, che non ha fruito di un diritto costituzionalmente garantito e non rinunciabile. In materia di richiesta d’indennità sostitutiva per ferie non godute, l’onere della prova delle eccedenze lavorative spetta al lavoratore.