0 Reviews. È stata tutta una guerra d'unghie. Parte XXI. Le poesie sono tratte da Giorgio Caproni, Poesie 1932-1986, Garzanti, 1989. Parte IX. 551-52), che viene in breve, per opera di prodigiosi uccelli-carpentieri, portata a compimento. Appunti. Prima parte. «D’altro non ho da dir niente. 1 Novembre, 2019. Il muro della terra. Caproni sembra più intento a sbalordirci con le sue magie verbali che non a pensare il senso di questo esito. or EZ Username Phone (Last four digits) or EZ Password. Giorgio Caproni. 3,743 likes. Nell’eclisse di ogni verità, la sola verità è il suo eclissarsi: questa è la terra estrema di Caproni. Caproni muta molte pelli, e, come nota Mengaldo in quegli stessi anni4, crescit eundo ; le sue rarissime … Si fosse trovato in casa, non mi avrebbe aperto. Ambiente esterno: deserto assolato, infuocato, dove crescono solo ortiche, oppure c’è il gelo. E forse (forse) è solo per quel viso (forse) che l’ho ucciso. Enea sta al centro della catena, la sua missione è salvare la tradizione che crolla. Serba di me questo ricordo vano che scrivo mentre la mano mi trema. Il Dio invisibile che diviene centrale nella teologia negativa. Traduce dal francese e dalle lingue classiche. il muro della terra. Un viso, mio Dio. La scoperta del male, della gratuità e arbitrarietà della vita esigerebbero un pensiero del mondo più complesso, come ci hanno insegnato – per restare ai grandi della nostra modernità – Machiavelli, Guicciardini, Leopardi, Pirandello, Montale. Parte XI. We haven't found any reviews in the usual places. - Milano : Bompiani, 2005. Il viso gli tremava. Il muro della terra [G. Caproni], L’orologio [C. Levi], Palomar [I. Calvino], Il passaggio d’Enea [G. Caproni] / B. Falcetto - In: Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature. Con il prelevamento, dal contesto, della domanda più drammatica e urgente: «…e anch’io mi domandavo come, / in tanto sole nero, / ancora non si vedesse, / dal muro, nessun messaggero». Quando lessi, appena uscito, Il muro della terra (nell’ignoranza totale, allora, delle opere precedenti di Caproni), restai folgorato, e ammirato, non solo dalla potenza dell’invenzione narrativa e del paesaggio poetico (che mi ricordarono, inevitabilmente, i grandi romanzi kafkiani), ma anche, e vorrei dire soprattutto, dalla qualità delle scelte linguistiche e stilistiche: quei versi brevi, disgregati, che si … il muro della terra. Il muro della terra sancisce la fine del rapporto tra poesia e verità. Nessun uomo potrà quindi avvicinarsi tanto all’essenza della terra, neanche dopo aver combattuto anche con le unghie. … là dove nessuna mano – o voce – ci Raggiungerà. almeno Dedizione; A mio figlio Attilio Mauro che ha il nome di mio padre; Sotto le feste): quanto genio occorre, in fondo, perché non resti nulla. da "Il muro della terra" di Giorgio Caproni Una poesia da #13. Scrivo per me perché nessuno mi ascolta. La sensazione, di nuovo, è che Caproni lavori con i materiali di un passo letterario illustre sfruttandone, ma in modo rovesciato e stravolto (com’è tipico – andrà annotato – del testo comico, che poggia sulle categorie del carnevalesco e del paratragico), ogni valenza immaginosa e concettuale. Caproni in nota spiega che si tratta di una battuta del Riccardo III di Shakespeare. Il muro della terra rappresenta una svolta di Caproni in merito alla funzione della poesia e alla missione del poeta. «Sapevo che non l’avrei trovato a casa, quel giorno. La citazione aristofanesca si incrocia qui non solo con l’immagine düreriana del sole nero, ma soprattutto (in negativo) con quella del messo celeste giunto provvidenzialmente alla città di Dite a sgominare Furie e demoni. Parte XV. Cinquante ans de poésie , Paris, Nadeau, 1985) e il Conte di Kevenhuller ( Le Comte de Kevenhuller , Paris, Nadeau, 1986). L’ostacolo sono le cose stesse, il reale, quello che abbiamo davanti agli occhi e che ci distrae. 1119-20; la traduzione è di Benedetto Marzullo, cui il testo poetico è dedicato). Ma ora so. Una pioggia di appunti. (da Il muro della terra, Garzanti, 1975). DANIELE GIGLI Ma – certo – se non fosse morto (se io non fossi morto) – certo – lo avrei perdonato. Seconda parte, Robert Musil, «I turbamenti del giovane Törless»: l’adolescenza di un uomo senza qualità. In Caproni, l’espressione dantesca ha perduto del tutto la sua concretezza: non v’è nessuna città all’orizzonte, e «il muro della terra» non è altro che il muro che circonda il nostro pianeta, l’universo stesso, forse la nostra mente: un’immagine che si contamina con quella – memorabile – dell’ «erto muro» montaliano di In limine (negli Ossi), a indicare il senso di un limite insuperabile, di uno scacco conoscitivo. «Illacrimato» ovvero non pianto da nessuno. “Nibergue” in italiano “nisba”, dall’argot di Céline. L’io non è proprio di Caproni, c’è sempre una mini maschera nel Muro. Giorgio Caproni nasce il 7 gennaio 1912 a Livorno, definito il sommo poeta, è tra i più amati del novecento. Il muro della terra di Caproni Giorgio, ed. https://imalpensanti.it/2016/06/caproni-itinere-parte-xxii-muro-della-terra-4 Tematica della bestia, che compare per la prima volta e viene qui individuata nell’amore. «Ma se Dio fa tanto,» disse, «di non esistere, io, quant’è vero Iddio, a Dio io Gli spacco la Faccia.». Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter". Nessuno potrà mai perforare il muro della terra. Nessuno potrà mai perforare il muro della terra. Bussai ancora. I Fondamentali: quanto ha fatto per noi Tolstoj, I Fondamentali: Però i Romanzi di Formazione…, I fondamentali: i migliori album italiani degli anni ’60, I fondamentali: Gli album italiani degli anni ’80, A mio figlio Attilio Mauro che ha il nome di mio padre, Personaggi e temi dell’«Adolescente» di Dostoevskij. Non mi avrebbe (io non lo avrei) accoltellato.». Si tratta di una raccolta compo sta da tredici sezioni di diversa ampiezza, precedute … Ma il Congedo resta pur sempre quello di un viaggiatore «cerimonioso», che ancora vorrebbe conversare con i propri compagni di viaggio, affidarsi al potere confortevole, suasorio, dei ricordi (tant’è che il libro si chiude con i versi per Annina), mentre nel Muro tutti i legami sono spezzati, ogni stemma è infranto (Araldica), la famiglia è dispersa (Bibbia), i segni della presenza umana nel mondo («Il mondo delle sembianze / e della storia») destinati a sgretolarsi (L’idrometra): ciò che resta è deserto, vuoto, nulla. Il muro della terra, 5. Parte IV. Nessuna mano, nessuna voce accorre in aiuto. Il muro della terra, 2 Caproni in itinere. È stata tutta una guerra d’unghie. Ho provato anch'io. Tremo. Numerose le citazioni nascoste e dichiarate da Caproni solamente nella nota in coda al volume. È stata tutta una guerra d’inghie. Ho provato anch'io. Sembra perfetto Bahhhh, non voglio. a . Cinquante ans de poésie , Paris, Nadeau, 1985) e il Conte di Kevenhuller ( Le Comte de Kevenhuller , Paris, Nadeau, 1986). I, 65-66); il secondo, più criptico, è quello di un episodio del Purgatorio, nel meraviglioso – e struggente – passo in cui Virgilio è detto da Stazio «come quei che va di notte / che porta il lume dietro e sé non giova, / ma dopo sé fa le persone dotte» (Purg. Caproni, livornese, ma genovese d’adozione (nel capoluogo ligure vive dal 1922 al 1938), è poeta dalla forma cantabile, malinconica, discreta, difficile da collocare in movimenti e … La poesia dimostra, già nel titolo, come invertendo il rapporto padre-poeta-figlio si riprenda la catena parentale presente nel Passaggio d’Enea (Anchise, Enea, Ascanio). Ora, il conto è saldato. Dio s’è suicidato. Per questo lo ha ucciso. La sensazione è che Caproni giochi con i materiali di una gloriosa tradizione per via di paradossi e stravolgimenti semantici, fino ad esaurirne la carica drammatica. Stanze della funicolare vince il Premio Viareggio nel 1952 e, dopo sette anni, nel 1959, pubblica Il passaggio di Enea. I campi obbligatori sono contrassegnati *. 1-3) Ho risposto nel ... Leggi Tutto . E veniamo ad Anch’io: «Ho provato anch’io. Nel 1972, parlando de Il muro della terra (1964-1975), Caproni anticipa che conterrà i suoi «consueti temi, più scarniti»: «la solitudine dell’uomo nella massa, forse la morte stessa dell’uomo, Enea sempre più solo e che sempre meno sa quale città fondare» (cfr. La poesia Il murato è una delle più grandi manifestazioni di impotenza del poeta nella società contemporanea. Remember Me (lasts for 2 weeks, or until you log out) Il muro della terra. Al pari del protagonista del Castello di Kafka, il viaggiatore-non viaggiatore del Muro della terra si muove in una selva di ombre vane, inaffidabili, che si palesano volta per volta nel corso della raccolta, e si risolvono in doppi di se stesso, o in apparizioni caricate per un istante di un ruolo che non possono più svolgere. Non potevo, con tutta quella confusione nel capo, lasciarmi scappare la sola buona occasione. Nei . Cos’altro? ALCUNI APPUNTI di LUIGI SURDICH, CONSIDERAZIONI SUL CAPRONI ORANTE: «DIO DI BONTÀ INFINITA» di ANTONIO SICHERA, Scheda biobibliografica di Massimiliano Mandorlo. Oramai lo scambio di ruoli vittima-carnefice non è più risolvibile. Ho provato anch'io. In un colpo solo Caproni si libera dei suoi doveri di padre e figlio, attraverso questo bisticcio semantico dei nomi. Tutto quel sole. Rappresentazione di un poeta in clausura. Aldo Palazzeschi, E lasciatemi divertire! Bussai. Il Dio scatena in chi lo cerca un delirio schizofrenico, uno sdoppiamento di personalità. «[…] inclino / già verso l’erba»: morte imminente considerata l’età; Il muro della terra è una raccolta in cui il tema della senilità è molto presente. Anche un poeta ha la sua Chernobyl. Lamento (o boria) del preticello deriso Caproni in itinere. Non era stato prudente, quel giorno. Ho provato anch’io. Insieme, presto Ritorneremo nel nostro nulla – nel nulla (insieme) Rimoriremo. L’ultima fase della sua poesia (da Il muro della terra in poi) insiste sul tema del linguaggio come strumento insufficiente e ingannevole, inadeguato a rappresentare la realtà. Giunge a questo punto la citazione caproniana. GIORGIO CAPRONI ANCH’IO. / Ma io non sapevo se ombra / od uomo certo, era / lunga la figura nera / che su e giù andava – alzava / col braccio la lanterna / cieca e scuoteva / dal cappotto il nevischio / e il fumo, mentre un fischio / la tenebra trapassava». Nel passo, mirabile come sempre per forza d’invenzione ritmico-metrica e frantumata (illusoria) carica simbolica, si condensano all’improvviso due passi danteschi: uno, esibito, è quello del primo incontro fra Dante e Virgilio (Inf. Sul blog bazzecole.altervista.org i maldestri tentativi di scrittura creativa. Saggi di poetica e riflessioni sulla letteratura si trovano nei volumi Esercizi di resistenza e di passione (Medusa 2002), Lo stadio di Nemea (Moretti&Vitali 2013), Undici dialoghi sulla poesia (La Vita Felice 2014). Io non son tipo, io (fosse o non fossi Dio) di sopportare un torto.». What people are saying - Write a review. Giorgio Caproni nasce a Livorno nel 1912; la sua vita infantile e giovanile viene turbata inevitabilmente dagli eventi della prima guerra mondiale, infatti l’autore presenta quegli stessi anni come anni sanguinosi e pieni di miseria. Appartiene alla serie degli epigrammi sull’impotenza. Un termine, «unghie», che percorre anch’esso il canto IX dell’Inferno dantesco (v. 49), là dove si dice che le feroci Erinni si fendevano «con l’unghie […] ciascuna il petto». La funzione del padre-poeta è di mettere in guardia contro i pericoli del futuro. 1 Novembre, 2019. Il confronto con l’episodio dantesco si fa ancora più serrato: come si è visto Dante e Virgilio, grazie all’apparizione del messo salvifico, hanno potuto entrare nella città di Dite, superare quelle mura «sanz’alcuna guerra» (IX, 106): al contrario, per il poeta novecentesco la vita stessa si è data come «tutta una guerra / d’unghie», espressione che fa pensare a qualcuno che scava e scava, inutilmente, dalle macerie che lo sommergono (e queste macerie, come si vedrà fra poco, sono quelle della storia e della grande tradizione occidentale). Chiamai. RILEGGENDO «IL MURO DELLA TERRA » DI GIORGIO CAPRONI di GIANCARLO PONTIGGIA, Conversazione con Alessandro Quattrone a cura di Giancarlo Pontiggia, CAPRONI E IL PROFUMO DEL NULLA di MATTEO VERONESI, SUI Versicoli quasi ecologici DI GIORGIO CAPRONI. L’invocazione di Dio è come un incidente del parlato. Il titolo è Dantesco (inferno) e fa riferimento al muro della città di Dite, la città infernale. Traduzione dell’epigrafe: Ah, dov’è luglio e il paese d’estate. «ho tanto amato (idest cercato amore) ch’ora io mi trovo murato in questa torre. Altruismo impastato in modo tale nell’egoismo che a prevalere è quest’ultimo. Nessuno potrà mai perforare il muro della terra. Parte XIX. Parte XXII. Frasi di “Il muro della terra” 5 citazioni ... “ Nessuno potrà mai perforare il muro della terra.” Giorgio Caproni [Tag:comprendere, terra] La trovi in Dio. Authors: Anna Dolfi. Questa è una citazione alta e meno casuale delle altre. Ho provato anch'io. Sergio Carlacchiani è nato a Macerata nel 1959, vive a Civitanova Marche, è attore, regista, doppiatore, poeta, performer e pittore. Anche questa è una spiegazione assurda, come quella di George in Ragione. Parte XX. Guida la tua guida. Dalla ricerca di una guida alla frustrazione che la mancanza di guida produce. Nessuno / potrà mai perforare / il muro della terra» (Il muro della terra, 1975): è Giorgio Caproni che parla; batte i pugni contro il muro, dispera di riuscire a scalfire la crosta terrestre, a scavare nelle cose con la ragione per coglierne il succo, il fuoco, il vero. Caproni ha avuto una certa fortuna soprattutto in Francia, grazie alle belle traduzioni di Philippe Renard e Bernard Simeone de Il muro della terra (Le mur de la terre. Alla fine l’uccisore si identifica con l’ucciso. CAPRONI Nato a Livorno nel 1912, a 10 anni si trasferì a Genova e poi in Val Trebbia (Rovegno), dove prese parte alla lotta partigiana, Infine, nel Muro della terra il soggetto smarrisce sé stesso, l’io diventa lui e nella sintesi degli opposti, in cui tutto è capovolto e si equivale, l’identità si disgrega. Il muro della terra, 3 Caproni in itinere. Parte V. I lamenti Caproni in itinere. A MIO FIGLIO ATTILIO MAURO CHE HA IL NOME DI MIO PADRE. E non sarà certo un caso che il libro si concluda su un componimento (Quasi da / «Poesia e verità», / o: / L’aulico egoista) che allude alla ben nota autobiografia goethiana; e si concluda, soprattutto, con un brindisi «al bel sole cadente» dell’Occidente classico e cristiano, colpito proprio nella sua funzione storicamente primaria, nel suo aver creduto, fin dalle origini, al legame tra parola e verità, poesia e verità (Dichtung und Wahrheit in Goethe). Sergio Carlacchiani è nato a Macerata nel 1959, vive a Civitanova Marche, è attore, regista, doppiatore, poeta, performer e pittore. Chiede al figlio di portarlo lontano, lontano dal passato? Una docente che oltre ad essere docente è anche poetessa, scrittrice e giornalista: Biancamaria Frabotta. Parte XIV. Prima parte. Giorgio Caproni. E anche il poeta si nasconde; dissimulazione: si cela dietro una citazione abbastanza casuale.